Stop alla Giustizia lumaca: forse è la volta buona!

Dopo il punto più basso raggiunto dal sistema giudiziario italiano arrivano i fondi Ue condizionati a riforme strutturali. Le riforme più volte promesse potrebbero finalmente avvicinare gli standard italiani a quelli Ue. Next Generation Eu, il documento presentato dalla Commissione Europea sul ricovery plan condiziona infatti i finanziamenti Ue alla presentazione di un piano di riforme che per la giustizia si può tradurre in un concetto: più digitale e meno burocrazia. Oggi il sistema giudiziario è di fatto a livelli ottocenteschi con udienze affollate e perdite di tempo zeppe di rinvii inutili che non tiene conto dello sviluppo tecnologico. Il risultato anche edulcorato dalle medie è desolante. Per l’anno 2016 occorrono 514 giorni per una sentenza di primo grado; 843 giorni per il secondo grado e 1.299 giorni per il terzo senza considerare che per esperienza diretta si superano tranquillamente i dieci anni. I timidi progressi legati all’implementazione del Processo telematico sono rallentati da deficit tecnologici ed obblighi di accesso per documentazione cartacea e “copie di cortesia” senza considerare che per la giustizia minore ma più vicina ai Consumatori non è neppure previsto così come per la Corte di Cassazione. Una soluzione di buon senso: sia la Ue a varare una riforma del sistema giudiziario europeo con una Direttiva che valorizzi le migliori pratiche e non aspetti le riforme dei singoli Stati!

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