POPOLARE DI BARI: L’IRA DEGLI AZIONISTI

POPOLARE DI BARI: L’IRA DEGLI AZIONISTI

Il lavoro della Guardia di Finanza e dei consulenti della Procura è ormai concluso.

La Consob ha da qualche settimana notificato la seconda sanzione nei confronti di Banca Popolare di Bari, con l’accusa di aver omesso di comunicare al pubblico le informazioni circa la determinazione del prezzo delle azioni e di aver favorito nelle vendita delle suddette alcuni azionisti rispetto ad altri, dopo che la Corte d’Appello aveva sospeso gli effetti della prima. Il Governo si è presentato con un regalo di Natale: una legge ad personam che ha posticipato di un anno la trasformazione in S.p.A (bloccata anche dall’attesa della decisione della Corte di Giustizia Europea ).

Il 2019 inizia per la Popolare di Bari esattamente come era finito il 2018: con quelle azioni che erano state acquistate a 9,53 ed ora valgono 2,38, ma soltanto sulla carta visto che mercato non ce n’è.

Avevamo grande speranza nella trasformazione in società per azioni, speravamo che qualcosa potesse cambiare” spiega l’Avvocato Domenico Romito, coordinatore nazionale di Avvocati dei Consumatori, che difende moltissimi azionisti della Banca, ” ma invece la decisione del Consiglio di Stato di rivolgersi alla Corte Europea ma soprattutto il regalo di Natale che il Governo ha voluto fare a Popolare di Bari e di Sondrio ha posticipato il problema”.

Continua l’azione collettiva promossa da Adc nei confronti di Bpb.

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Articolo su La Repubblica in allegato pubblicato in data 6 gennaio.