GIUSTIZIA: E LA MONTAGNA PARTORI’ TOPOLINO…

Annunciata come una svolta epocale giustificata dalla situazione emergenziale ed ai contributi Ue subordinati alla riforma sulla Giustizia arriva un minuscolo topolino una riedizione di tanti altri tentativi tutti regolarmente naufragati.Come la riforma del rito societario che avrebbe dovuto ridurre i tempi per le cause più delicate per giungere alla sentenza ma che li riduceva solo per i depositi degli Atti degli Avvocati, mentre per le sentenze i tempi erano sempre gli stessi, cioè lunghissimi! E che dire del raddoppio del contributo unificato per queste cause giustificato con la creazione di sezioni specializzate composte sempre dagli stessi Magistrati?Ebbene, ora arriva questo maxi emendamento preceduto da un accorato appello alla collaborazione che servirà solo a tagliare il bisogno di Giustizia, ribadendo cose vecchie come la Conciliazione, che esiste già, ed i cui dati attestano l’inutilità burocratica di una formalità che nel migliore dei casi si traduce in un aiuto per la parte più forte; il rito sommario, che esiste già, ed anche in cause documentali di palmare evidenza viene trasformato in rito ordinario; e poi l’ideona…. alla prima udienza la causa finisce se non è sufficientemente articolata. In sintesi la domanda è respinta, se ne occuperanno in Appello! Ma l’istruttoria non serve proprio a raccogliere gli elementi probatori che consentono la decisione? E che dire dell’eliminazione della replica dell’attore alle deduzioni avverse e del termine dei 60 gg per la sentenza? Pare più che un intervento risolutivo, un modo per trasferire il carico dal Tribunale alle Corti di Appello ed al Giudice di Pace che dovrebbero occuparsi di cause fino a 50 mila euro, si proprio i vecchi 100 milioni di lire… un bel passo in avanti, anzi dieci, considerando gli attuali limiti.Ma in questo modo il processo resta ottocentesco con un timido richiamo alle Note scritte che restano relegate alla facoltà del Giudice, fatta salva una improbabile istanza congiunta.La speranza è che il Parlamento abbia le capacità e la voglia di trasformare questa proposta striminzita in una legge in grado di trasferire nel processo le nuove tecnologie, riducendo al minimo le udienze introducendo la Block Chain mettendo a disposizione dei Magistrati strumenti come l’Ufficio del Giudice per non perdere tempo prezioso, semplificando l’accesso, senza respingere i Cittadini che chiedono Giustizia!

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