Cirque du Soleil annullato per Covid, giudice dà ragione a consumatrice: “Deve essere rimborsata”

Pubblichiamo qui di seguito l’articolo di Repubblica a firma di Federico Formica: https://www.repubblica.it/economia/2021/01/18/news/cirque_du_soleil_annullato_per_covid_giudice_da_ragione_a_consumatrice_deve_essere_rimborsata_-282960484/

“Il denaro speso per uno spettacolo annullato causa Covid, poi riprogrammato per la primavera dell’anno successivo, deve essere restituito al consumatore. Il Giudice di pace di Bari ha dato ragione a una donna che, nel dicembre 2019, aveva comprato due biglietti per il Cirque du Soleil per un totale di quasi 200 euro. Poche settimane dopo l’Italia, e il mondo, sarebbero entrati nel tunnel della pandemia di Covid-19 e anche il Cirque du Soleil ha cambiato piani, spostando la data dal 22 aprile 2020 al 7 aprile 2021.

Dopo aver ricevuto un secco “no” alla richiesta di rimborso da parte della società, che le ha comunicato solo lo spostamento della data, la consumatrice ha fatto ricorso al Giudice di pace che, ai primi di novembre, le ha dato ragione. Il giudice ha intimato a TicketOne, la società attraverso la quale erano stati acquistati i biglietti, di restituire 178 euro alla cliente e di versarne altri 120 per spese legali.

In questa vicenda, però, entra in gioco un altro fattore: fino alla fine del novembre 2020, quando è stata rilevata da nuovi proprietari, Cirque du Soleil è stata a un passo dal fallimento. Ora il circo ha rimesso in cartellone una serie di spettacoli per la prossima primavera.

“Non c’è dubbio che il Giudice abbia tenuto in considerazione la possibilità che la società potesse fallire – spiega Domenico Romito, il legale che ha seguito il caso e che segue la rubrica dell’esperto diritti dei consumatori – ma questo non cambia il fatto che i consumatori abbiano diritto a farsi restituire i soldi, anche se lo spettacolo è stato solo rinviato. Chiunque potrebbe aver cambiato i propri piani, specie in questo periodo in cui moltissime persone sono tornate alle loro città di origine per fare smart working”.

Il decreto Rilancio dell’estate 2020 prevede che i consumatori, se non hanno utilizzato il voucher dopo 18 mesi, possano finalmente avere indietro i propri soldi. “Congelare per un anno e mezzo quel denaro produce solo danni, perché in quel lasso di tempo nessuno può davvero fare affidamento su quei soldi. È giusto poterli riavere prima, e il Giudice ci ha dato ragione”.

Cirque du Soleil è salva, ma altre aziende non hanno avuto – o potrebbero non avere – la stessa fortuna e fallire. In questo caso il decreto Rilancio prevede un fondo per ristorare i consumatori che, dopo aver ricevuto il voucher, scoprono che l’evento non avverrà mai proprio perché la controparte è andata in bancarotta. Il fondo, gestito dal ministero dei Beni culturali, doveva

essere finanziato con 5 milioni per il 2020 e un altro milione per il 2021. Il problema è che questo fondo ancora non esiste. Il decreto interministeriale che lo avrebbe dovuto istituire, spiegano fonti del ministero, non è stato ancora approvato.

“Il ristoro per i consumatori esiste, sì, ma solo sulla carta. Al momento il consumatore che voglia far valere i propri diritti non ha altra se non quella del Giudice di pace” commenta Romito.

In casi di questo genere, il ristoro dovuto agli utenti è rimasto sulla carta. Non è quindi uno strumento utilizzabile e non rimangono molte alternative se non il Giudice di pace”. Che, a giudicare da questa ultima ingiunzione, non fa orecchio da mercante.”

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