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Cassazione: la pasta turco napoletana va sequestrata!

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Violazione delle norme penali sul made in Italy, questa la motivazione con cui il Tribunale di Genova ha disposto il maxi sequestro nel porto di Genova di un milione di chili di spaghetti con etichetta italiana ‘L.Garofalo‘ di Gragnano,prodotti in Turchia.
La Cassazione ha confermato la decisione che “ha ritenuto fallaci le indicazioni apposte sulla pasta, tali da ingannare il consumatore sulla provenienza della merce e da integrare l’ipotesi penale”.

Mentre nel famoso film con Totò era facile capire che non si trattava di un turco ma di un napoletano il Consumatore per sapere che non si trattava di pasta di Gragnano ma turca, doveva dare la caccia alla minuscola scritta Made in Turkey facilmente cancellabile sovrastata dalla mega scritta Garofalo e Gragnano.

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10mila euro: arriva la classifica della cioccolata

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«Gold Bunny» è così che si chiama il coniglio di cioccolato al latte che dovrebbe aiutare le scuole. Una pessima idea di una nota casa dolciaria che trasforma i bimbi in  accumulatori di punti per la loro scuola che si trovano sotto al prodotto.

Mentre i genitori si sforzano di impartire corrette regole alimentari ecco la spinta al consumo di cioccolata per fini scolastici...una trovata di cui non se ne sentiva il bisogno.

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AGCM avvia 7 istruttorie per verificare autenticità olio extravergine di oliva

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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato sette istruttorie per presunte pratiche commerciali scorrette, nei confronti di  importanti aziende che commercializzano olio in Italia:oltre a tre marchi del Gruppo Carapelli (“Carapelli Il frantoio”, “Bertolli Gentile” e “Sasso Classico”), vi sono “Carrefour Classico”, “Cirio 100% italiano”, “De Cecco Classico”, “Prima donna Lidl”, “Pietro Coricelli Selezione” e “Santa Sabina”.

I test condotti dal laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avrebbero messo in luce che  le caratteristiche organolettiche e chimiche dei campioni di olii sottoposti a verifica sarebbero risultate inferiori ai valori previsti per qualificare l’olio come extra-vergine di oliva.

 

Potrebbero evidenziarsi, da parte delle aziende, pratiche commerciali scorrette: le indicazioni riportate sulle etichette e nelle campagne pubblicitarie, per prodotti che non corrispondono alle caratteristiche qualitative dichiarate, sarebbero suscettibili di indurre in errore i consumatori nelle loro scelte d’acquisto.

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Diritto alla corretta alimentazione e contrasto frodi

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Ma cosa mangiamo?
Sabrina Giannini di Report svela la filiera della nutella e dei biscotti e della farina: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-714dc797-1ff9-4ba0-9444-6d8bf7cbff91.html
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Mozzarelle blu: processato l'amministratore delegato di Granarolo

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Il colore delle mozzarelle blu sarebbe imputabile alla presenza di batteri nell'acqua di pozzo utilizzata per la lavorazione. Tra gli indagati figura anche l'amministratore delegato di Granarolo e il responsabile della ditta tedesca Jegger : l 'accusa ipotizza i reati di vendita di alimenti non genuini e commercio di alimenti in cattivo stato di conservazione.

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ATTENZIONE ALLA CONTRAFFAZIONE DELLA GRAPPA

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Leggendo i giornali, spesso riscontriamo notizie che parlano di sequestri effettuati presso locali cinesi, che spacciano liquidi come nostre bevande. E' il caso che si è verificato di recente a Crotone alcune settimane fa, quando il Corpo Forestale ha denunciato una ristoratrice cinese che spacciava come grappa una bevanda cinese, a seguito delle verifiche le etichette riportate sulle bottiglie non coincidevano con la bevanda all'interno. In Italia esiste una normativa ad hoc sulla produzione e commercializzazione di acquaviti  Nel Regolamento Regolamento (CE) n. 110/2008, viene definita acquavite di vinaccia: la bevanda spiritosa ottenuta da vinacce fermentate e distillate direttamente mediante vapore acqueo oppure dopo l'aggiunta di acqua e con eventuale aggiunta di feccia. Può essere denominata «grappa» unicamente la bevanda spiritosa prodotta in Italia. Questo Regolamento stabilisce che gli Stati membri abbiano una propria legge nazionale sulla produzione di alcolici e che definiscano in senso restrittivo eventuali procedimenti o regole per stabilire le specifiche caratteristiche del prodotto. Il DGLS 8/04/10 n.61, ha prescritto che a partire dal 2013, anche la fase di imbottigliamento della grappa deve avvenire nella zona di origine, ovvero in Italia La produzione della grappa è sottoposta per legge allo stretto controllo delle Autorità Pubbliche che ne garantiscono l’idoneità al consumo e l’esenzione da frodi. In Europa esistono molte normative adottate al fine di isolare un fenomeno troppo diffuso. La contraffazione non è un problema solo sociale perchè dietro a questo mercato si nascondono organizzazioni criminali, il rischio principale riguarda la salute, dato che non si conosce la provenienza e la reale composizione della bevanda. Il caso riportato è solo uno dei tanti casi di contraffazione cinese. La contraffazione cinese è abbastanza patita nel nostro nostro territorio. I prodotti cinesi arrivano in Italia tramite i terminals portuali, un mezzo molto vantaggioso per i soggetti dediti al traffico illegale, la merce viaggia su container via mare, prive dei requisiti previsti dalla normativa comunitaria. La legge penale punisce la contraffazione ai sensi dell'articolo 474-bis c.p., con la confisca diretta obbligatoria dei pezzi contraffatti anche per equivalente. Nel 2009 sono state importate in Italia materie prime per un controvalore di circa 27 miliardi di euro. Tali materie prime sono state vendute direttamente nel nostro Paese con marchio made in, qual Paese di provenienza o trasformate dall'industria alimentare nazionale tramite almeno un processo, Parimenti, sul versante dei vini la situazione appare altrettanto allarmante. In particolare, sono stati segnalati alcuni casi di vera e propria contraffazione riferiti a vini di pregio Il vino viene abilmente contraffatto mediante l'utilizzo di un ingente numero di etichette mendaci. Ricordiamo che i prodotti alimentari devono essere tracciabili per le esigenze di carattere igienico/sanitarie. Il Codice doganale specifica che deve risultare chiaro dall'etichetta: nome di un vitigno, l'indicazione di vino DOC, DOCG o IGT, metodo di distillazione, continuo o discontinuo.