La tutela del ‘Made in Italy’ passa anche e soprattutto per l’olio d’oliva. È dello scorso 24 gennaio l’approvazione del regolamento 261/2011 da parte dell’Unione Europea, che fissa i nuovi limiti di alchil esteri contenuti nell’olio di oliva. La quantità di queste sostanze determina infatti nel complesso la qualità dell’olio extravergine di oliva. Il regolamento, che entrerà in vigore dal prossimo 1^ aprile, oltre a garantire una migliore qualità dell’olio, consente di contrastare la produzione (e di conseguenza la vendita, anche nel nostro Paese), di oli deodorati. La produzione di questi oli di bassa e scadente qualità avviene attraverso uno stoccaggio prolungato delle olive; in questo modo le olive fermentano e si ricorre a deodoranti per coprire la loro acidità ed i cattivi odori.
Si tratta di un regolamento fondamentale, soprattutto per la tutela del Made in Italy: l’olio è infatti da sempre uno dei prodotti di punta nel nostro Paese, e che ci posiziona sia a livello commerciale che a quello delle esportazioni. Ed è anche uno strumento per contrastare l’importazione e la vendita di oli scadenti spacciati per olio extravergine di oliva, spesso venduti ad un prezzo inferiore. Questo crea una doppia conseguenza negativa: da un lato si tratta di oli in concorrenza con quelli prodotti in Italia, ma soprattutto la loro qualità scadente contrasta con gli interessi dei consumatori. Come ha sottolineato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, «abbiamo portato a casa un risultato importante sia per i consumatori sia per i nostri produttori di olio extravergine d’oliva».
