Monitoraggio prezzi: ecco il nostro invito!

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È passato più di un anno da quando l’Antitrust ha multato le aziende produttrici di pasta per il forte aumento di prezzi. Anche l’Adc diede il suo contributo, presentando un ricorso contro il caro-pasta.

26 in tutto le aziende coinvolte nell’inchiesta dell’Antitrust, tra cui compaiono anche Divella, Barilla Granoro e Riscossa. Accusate di aver creato un cartello di prezzi, ovvero un accordo per aumentare il prezzo della pasta già a partire dal 2006, nonostante il costo del grano fosse diminuito, sono state in seguito multate proprio per al loro iniziativa volta a bloccare la libera concorrenza. Iniziativa che tuttavia ha colpito le famiglie italiane, essendo la pasta un genere alimentare primario.

Il ricorso è legato infatti al monitoraggio e controllo incrociato tra il prezzo finale della pasta e quello della materia prima: a fronte della diminuzione del prezzo del grano, sceso tra il 2006 e il 2009 fino a circa 0,20 euro, c’è stato al contrario un forte aumento del costo della pasta pari al 50%. Parlando in cifre, nelle maggiori città italiane il costo di un singolo pacco di pasta di grano duro ha superato 1,30 euro. E se le aziende giustificavano l’aumento dei prezzi con l’aumento dei costi di produzione e della materia prima (giustificazione evidentemente falsa), l’Antitrust ha invece verificato l’irregolarità dei prezzi. La conseguenza, una multa di oltre 12milioni euro che ha colpito non solo 26 aziende italiane ma anche Unipi (Unione nazionale degli industriali della pasta) e Unionalimentari, le quali hanno partecipato all’accordo.

L’invito dell’associazione resta quello di segnalare eventuali aumenti dei prezzi, non solo della pasta, ma di qualsiasi genere alimentare o prodotto. Questo per evitare speculazioni e tutelare i consumatori.

Per informazioni o segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@avvocatideiconsumatori.it oppure contattateci sulla nostra pagina Facebook.

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