La mediazione non porta alcun risparmio economico per i cittadini. Questa la posizione dell’avv.Nico Romito, presidente AdC, sull’emendamento insertito dal Governo nel decreto Milleproroghe, che rende obbligatoria e a pagamento la mediazione se si vuole intentare un processo civile.
Dal prossimo 21 marzo, infatti, prima di incorrere in un processo civile, sarà necessario presentarsi davanti ad un mediatore per un’eventuale conciliazione, così da poter, eventualmente, evitare di entrare nelle aule del tribunale, risolvendo la questione sul nascere. Tuttavia a ricoprire il ruolo del mediatore non ci sarà un giudice togato, ma un libero professionista, come un architetto o un geometra. Basterà infatti, oltre all’iscrizione all’albo professionista (con tanto di laurea triennale), aver seguito un corso di 50 ore per divenatre mediatore.
La posizione di Romito in merito è dunque chiara: non c’è alcun risparmio. In casi, ad esempio, come quello del risparmio tradito, in cui resta necessario il processo civile, i costi aumenterebbero inutilmente. Lo stesso vale nel caso contrario, ovvero quando l’attività istruttoria e dunque lo stesso giudizio potrebbe durare poco: anche in questo caso “non si capisce perchè il ricorso alla mediazione“. L’unico vantaggio resta invece quello del tempo, soprattutto per quei procedimenti che richiedono una tempistica maggiore, come ad esempio le cause legate al diritto di successione.
A tutto questo si aggiunge la necessità di professionalità. Secondo Romito, infatti, è necessario che ad occuparsi della mediazione siano persone esperte, che sappiano affrontare tutte le situazioni, anche le più complesse. Mentre molti consumatori sollevano la questione della obiettività del mediatore, che potrebbe in alcuni casi non essere completamente esterno alla faccenda.
In merito alla posizione dell’avv.Romito, riportiamo di seguito l’intervista pubblicata sul Corriere del Mezzogiorno.
