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LUCE E GAS: MAXI SANZIONE

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L'Antitrust ha comminato una maxi sanzione di quasi 1 milione di euro nei confronti di A2A, Green Network, E.ON, Edison e Sorgenia, le quali chiedevano ai consumatori di pagare da 1 a 4 euro se la fattura energetica era saldata con bollettino postale o carta di credito per violazione dell'art. 62 Codice del Consumo, secondo il quale "i professionisti non possono imporre ai consumatori, in relazione all'uso di determinati strumenti di pagamento, spese per l'uso di detti strumenti, ovvero nei casi espressamente stabiliti, tariffe che superino quelle sostenute dal professionista".

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Ipotesi abuso posizione dominante di Enel:Antitrust apre istruttoria

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AGCM ha aperto un istruttoria per accertare eventuali condotte abusive del gruppo Enel nel settore dei servizi di smart metering cioè di monitoraggio dei consumi elettrici.

L'ipotesi che si sarebbe profilata riguarda l'abuso di posizione dominante in violazione dell'art 102 del TFUE, andando Enel ad ostacolare con varie modalità l'operatività di una società concorrente e minacciando lo sviluppo di tali innovativi servizi.

Il 10 dicembre scorso i funzionari dell'AGCM con l'ausilio della Guardia di Finanza, hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle società interessate.



In allegati il testo del provvedimento

Allegati
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Ritardi di fatturazione:Eni rimborsi 25 euro a 100 mila clienti!

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E' quanto ha ordinato l'Autorità per l'Energia, dopo i molteplici reclami e contestazioni degli Utenti e dei loro Avvocati ad Eni che dovrà inoltre "garantire la dilazione automatica e la rateizzazione senza interessi delle somme fatturate, ed aderire per due anni al servizio conciliazione clienti energia dell'Autorità ed a promuovere iniziative per incentivare l'autolettura del contatore" 
AdC esprime apprezzamento per la decisione ma critica la modesta entità della sanzione applicata.
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Attenti all'A.P.E.

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Il Decreto 63/2013 non si limita a sostituire l'attestato di certificazione energetica con  l'attestato di prestazione energetica (Ape), in  recepimento della direttiva europea 31/2010 ma prevede dure sanzioni per i proprietari degli immobili, che non rispettano l'obbligo di redazione dell'Ape in caso di vendita, di nuova locazione o di ristrutturazioni importanti, da 3mila a 18mila euro ed a carico del professionista, tenuto a pagare una somma compresa tra 700 e 4200 euro nel caso in cui l'attestato di prestazione energetica non rispetti i criteri stabiliti dalla legge.

L'attestato di prestazione energetica , infatti, deve  essere rilasciato da esperti qualificati ed indipendenti, e deve certificare la prestazione energetica attraverso l'utilizzo di specifici descrittori e fornisce  raccomandazioni per il miglioramento dell'efficienza energetica.

L'obbligo di redigere un Attestato di prestazione energetica riguarda le  unità immobiliari di nuova costruzione ed in caso di interventi importanti sull'esistente. Rientrano in quest'ultima categoria i lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, di ristrutturazione e di risanamento conservativo che insistono su oltre il 25% della superficie dell'involucro dell'intero edificio. Vi rientrano ad esempio: il rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, di tetti o l'impermeabilizzazione delle coperture.


Il proprietario di un edificio o di un'unità immobiliare deve  mettere a disposizione dell'acquirente o del locatario l'Ape già in sede di trattativa e poi consegnarlo al termine della stessa. Inoltre nei contratti di vendita o di nuova locazione è obbligatorio inserire una clausola in cui l'acquirente o il conduttore dichiarino di aver ricevuto le informazioni e la documentazione sulla prestazione energetica, compreso l'Ape.


Tutti gli annunci di vendita e di locazione devono riportare l'indice di prestazione energetica dell'involucro edilizio e globale dell'edificio o dell'unità immobiliare. Devono anche indicare la classe energetica corrispondente.

La gestione di impianti termici e di climatizzazione,  il rinnovamento o la stipula di nuovi contratti per la gestione degli impianti termici e di climatizzazione degli edifici pubblici (o nel caso in cui il committente sia un soggetto pubblico), dovrà prevedere la predisposizione di un Ape.

Se già c'è un Ace in corso di validità, l'obbligo di redigere un Ape viene meno quando è già disponibile un attesto in corso di validità, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/Ce.

Il decreto stabilisce per l'Ape una durata massima di 10 anni e l'obbligo di aggiornarlo in caso di interventi di ristrutturazione e di riqualificazione che modifichino la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare. Se, però, non saranno rispettati gli obblighi di controllo dell'efficienza energetica degli impianti termici, comprese le necessità di adeguamento previste dal decreto 16 aprile 2013, l'attestato decade il 31 dicembre dell'anno successivo rispetto alla data della scadenza non rispettata.

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REVISIONE CALDAIE ECCO COSA FARE

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La legge sulla revisione delle caldaie è il frutto di una serie di normative che si sono susseguite nel tempo al fine di garantire un maggiore risparmio energetico e la sicurezza dei cittadini. Il nuovo DPR 16 aprile 2013, n. 74. ha valore solo per tutte le regioni d'italia tranne che per Liguria, Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia che si erano già adeguate alle Direttive Europee.

La normativa pone le seguenti regole:

per gli impianti alimentati a combustibile (…) ovvero per quelli alimentati a gas (caldaie) di potenza nominale fino 100 kw: il controllo passa a quattro anni.

Per quanto riguarda le ispezioni, per gli impianti domestici, potranno valere i semplici accertamenti eseguiti del rapporto di controllo di efficienza energetica rilasciato dal proprio tecnico autorizzato.

Il proprietario dell'impianto deve avere cura di possedere il libretto di impianto sul quale saranno annotati tutti i controlli periodici eseguiti

Preme rilevare che omettendo di eseguire la revisione del proprio impianto si incorre in sanzioni amministrative con multe che vanno da € 500,00= a € 3.000,00=.

Nel caso di recidiva a non voler far visionare l'impianto, la Provincia può chiedere al distributore locale di gas, di provvedere all'interruzione del servizio.

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CONCILIAZIONE FATTURE ENERGIA ELETTRICA E GAS

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Aumenta il contenzioso nei confronti della società per richieste eccessive spesso per conguagli immotivati che possono essere contestati con reclamo che impedisce al gestore di sospendere il servizio con la nuova procedura conciliativa del Garante cui si può accedere anche tramite l'Associazione.
Per info: 
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