Nel giro di soli due anni si sono quintuplicati in Italia.
Sono arrivati ad oltre ventimila i «Compro oro» nati per garantire i cittadini da possibili situazioni di criminalità, nella realtà veri e propri luoghi di ricettazione di merce rubata.
Le fiamme gialle, denunciano vere e proprie truffe visto che per pesare i monili si servono di bilance truccate il cui fondo è ricoperto da uno strato di spugna così sottile da sfuggire agli occhi degli ignari clienti.
È la spugna, infatti, che fa calare il peso dell’oro. In alcuni casi addirittura della metà. Per evitare simili “scherzi” ci vorrebbero le bilance digitali.
Chi deve vendere un oggetto d’oro, dunque, è preferibile che lo faccia presso gioiellieri conosciuti.
Il negozio di fiducia solitamente rispetta la legge, che fra l’altro impone di registrare le generalità di chi vende, regola che i furbi ignorano.
